Regola di Dorothy Parker

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il venerdì, 27 novembre 2009,novembre 27, 2009 04:31


Se sei amara e sgarbata,
se maltratti la gente per bene,
se il mondo per te è una spazzatura,
se non ti piaci neanche un po',
se la casa ti sta stretta,
se l'idea di un uomo ti fa star male,
stai per innamorarti di nuovo.
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Tutto quello che vi siete persi

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il giovedì, 17 settembre 2009,settembre 17, 2009 04:20

Allora, un anno fa la protagonista del blog era in piena fuga dalla città eterna, avendo preso la triste e malenconica coscienza del fatto che tutto finisce ecc ecc...

Dopo due anni di assenza torna dunque nella sua piccola città natia, considerata da poeti e santi (prendi Montale/padre Pio) la più brutta di Italia.

Nonostante tutta questa “bruttezza” la nostra Marylin sopravvive allontanandosi dal suo percorso universitario, e cercando di evitare il più possibile la merda che ogni uomo si porta dentro.

A volte anche fuori, ma alla fine, chi sono io per dare un giudizio estetico/igenico?

Si dedica quindi alla pigra speculazione meditativa trovando vie di salvezza nuove, e allo stesso tempo riaffermate, nel teatro e nel liquore al caffè.

Conosce un sacco di gente e per lo più passa l'anno uscendo ogni sera, bevendo quasi ogni sera, andando alle feste e non privandosi mai di fonti di piacere varie ed eventuali.

Nel frattempo scava tra un monologo e una seduta di psicoanalisi sugli obiettivi della sua vita, non trovando assolutamente nulla, e accettando passivamente tale condizione.

In tutto questo viene inseguita da un maniaco. Anzi no, due. O cazzo, sono tre.

Insomma, attira uomini di merda e decide quindi di unirsi alle giovani cultrici di Saffo.

In questo non fallisce. Non vince. In poche parole, non è per niente stravolta da ciò ed arriva persino a provare forti impulsi eterosessuali, proprio come le donne vere.

Stabilisce poi con sé stessa e con i curiosi, di non essere sessualmente definibile, e fa pace con la latenza.

Lavoricchia, studia un po' per entrare a Psicologia, un po' per Scienze della Comunicazione e un po' no.

Impara a guidare scoprendo un talento impensabile e una guida sportiva.

Mica cazzi insomma, per una che fa fatica a girarsi su di una bici.

Conclude il suo anno accademico?

Scolastico? Da corsista? Apprendista? Cazzo ne so, comunque alla fine va in scena con una roba scritta da lei e vestita come una battona giapponese, sparando a zero sul Cristianesimo mentre sua zia allibisce dalla prima fila.

Non si può piacere a tutti.

Ed è proprio in quei giorni che la nostra protagonista impara a chiamare le cose con il proprio nome.

Lo “stare poco bene” diventa leucemia, e “medicine” diventa chemio.

Tutto ciò impedisce all'uomo più importante della sua vita di assistere al sua performance.

Prove durissime e altissimi livelli di stress deve affrontare la nostra Marylin.

Poi arrivano giugno e luglio, due mesi che onestamente ho dimenticato completamente, per quanto sono stati gettati nell'attesa di un viaggio a Londra.

Viaggio che non c'è mai stato, sostituito all'allegra tiritera di casa-ospedale, ospedale-casa.

Tutto questo per un mese, in cui l'unica distrazione era il manifesto gigante di un concerto di Capossela alla quale, ovviamente, non sono andata.

Nel tempo libero, ovvero quando non era presa dall'angoscia per il proprio padre, Marylin è riuscita a fare ordine nelle sue amicizie, capendo che ci sono persone sulla quale può contare, e persone che pensano solo ai cazzi propri. Senza mai dimenticare quelle che, pur sapendo che stai passando un periodo di merda e che forse non è il caso di affidarsi a te per risolvere i propri problemi adolescenziali, insistono. Insistono. E insistono.

Fino a che non le mandi a fare in culo, che quello è un posto che prima o poi tutti dovrebbero vedere.

Arriva settembre. La stanchezza di fa sentire, e a nemmeno un mese di distanza si aspetta un altro ricovero.

E no, in tutto questo non ancora riesce a perdere completamente la pazienza e ad affidarsi alla fede.

Siamo dunque arrivati alla giornata attuale.

Mia madre si è sentita male, pare si tratti di una semplice indigestione.

Io però me la sono fatta sotto, e ho iniziato a pensare che forse quello fosse un buon momento per fare un salto dal balcone.

Ma, colpo di scena, per una botta sulle gengive che la vita ci da, una nuova consapevolezza si forma in noi.

E anche se attorno ho gente messa peggio di me, anche se sono una di quelle donne che dicono fanno fatica ad avere relazioni stabili con gli uomini perchè devono ancora superare la fuga del proprio cane, anche se questo e molto di più, io una ragione di vita, di quelle sane, ce l'ho.

Ed è proprio in quella che sto saltando e che salterò.

Quando sarò completamente emarginata dal resto del mondo perchè non riesco a tenere la bocca chiusa, oramai. Quando i 3 maniaci verranno a cercarmi per squartarmi, dopo essersi conosciuti tramite internet e aver fondato una setta contro-me. Quando i miei genitori non ci saranno più, e io probabilmente non avrò nessun'altra famiglia dopo questa perchè, scusatemi ma per quanto la ami è davvero la cosa più dannosa che esista, sta cosa chiamata famiglia.

Ecco, quando tutte queste cose, io il mio punto fermo ce l'avrò fisso in mente e nel cuore.

E non so se mi farà arrivare lontano, se mi farà arrivare a fine mese. Non è neanche giusto attribuirgli il ruolo della sopravvivenza.

È la mia vita stessa, ed è la strada più bella che esista.

(dai che avete capito che sto parlando di quello...ho rotto il cazzo per anni con sta maledetta mania di fare sotto e sopra da un teatro!)

 

Oh, che poi potrebbe anche accadere che mio padre guarisce miracolosamente dalla leucemia e che incontro un uomo fantastico che mi continua a fare da madre e mi ingravida di mille bambini facendomi ricredere sulla famiglia, cazzo ne so!

In questo caso, vi terrò aggiornati.

 

ATTENZIONE

 

Prima, durante e dopo l'elaborazione di questo post, nessuno ha mai pensato seriamente di buttarsi dal balcone. La vita è bella. Sarà che ci sono momenti di merda e tutto il resto, ma ne vale sempre la pena. E poi se come me abitate al secondo piano, datevi ai sonniferi. Ne va della vostra autostima e del conto dell'ortopedico.

Ogni descrizione di eternità, merda, maniaci, amici e liquori potrebbero essere elementi di fantasia, le coincidenze sarebbero quindi del tutto casuali. Nel caso vi rispecchiaste, probabilmente avete un problema. Vi consiglio quindi di mettere una canzoncina stupida e non pensarci.

Se siete sicuri che io stia parlando di voi, chiedetevi per quale motivo state leggendo questo blog.

Evidentemente avete un problema anche voi.

Nessuna cena a base di pesce è stata ammazzata con vendetta per aver causato l'indigestione di mia madre.

Smettetela di chiedere a google come si fa per partecipare ad un orgia.

Oh, hanno cambiato la grafica di splinder! Non ci capisco più un cazzo...

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Si scrive Ronf o Roonf?

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il lunedì, 31 agosto 2009,agosto 31, 2009 02:50


Non ho molta voglia di aggiornare il blog adesso, anche se avrei delle considerazioni molto importanti che nel corso di queste settimane ho avuto modo di fare.
Mi limiterò a rispondere ai tanti che tramite i motori di ricerca si chiedono cosa si debba fare per poter partecipare ad un orgia, perchè inevitabilmente questi arrivano qui.
Ecco, non lo so. Mi sa che cercherò anche io, mi avete messo curiosità.
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Sfogo confuso dopo tanta assenza

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il giovedì, 30 luglio 2009,luglio 30, 2009 03:31

Per chi si porta un contenitore nell’anima non è facile.

Puoi riempirlo con tutto quello che vuoi e andare avanti con un’energia pazzesca.

Riesci persino ad aumentare le sue dimensioni, e ne rimani sicuramente soddisfatto.

Poi arriva la calma, attorno.

Senti il bisogno di riposarti, di prenderti lunghe pause da tutto e da tutti.

E li son cazzi, perché il contenitore si spacca e allora tutto lo schifo viene fuori.

Contamina tutto, soprattutto l’estate.

Mi sento scarica come una pila alcalina cinese. Non che io ne abbia mai comprata una personalmente, ma ho avuto modo di usarle.

Ecco, sono finte quelle maledette batterie. Ti durano al massimo dieci minuti, giuro.

Poi devi buttarle, ma buttarle per bene.

Chissà che razza di proprietà inquinanti contengono. E io sono proprio così al momento.

Scarica alla partenza e piena di sentimenti inquinanti.

Ho imparato a contaminare però, non va bene tenersi tutto dentro.

Ho selezionato per bene tutte le valvole di sfogo possibili, mi sono appoggiata a pilastri più o meno stabili, e ho scelto al momento, senza pensarci sopra.

Per istinto, forse l’unica cosa rimasta intatta dopo tutto questo sfacelo psico-fisico.

La cosa peggiore è l’idea di fare sotto e sopra da un ospedale ad agosto.

Non tollero più il caldo, e per quanto io possa essere orgogliosa del mio non tollerare più altre cento cose, questa insofferenza sofferente all’estate non mi va giù.

Vegeto, e più vegeto più penso, e più penso più ho caldo.

Porca puttana, a volte uno deve imparare a bestemmiare e maledire, e maledire le bestemmie.

Girerò per reparti con le orecchie ovattate con la paura di svenire da un momento all’altro, resterò seduta il più possibile ovunque se ne presenti la possibilità e mi prenderò tutto il diritto di sentirmi stanca, una pezza, un’esaurita. Una che prova dolore. Nel cuore, nell’estate che dovrebbe essere svago sgambettante e colori caldi sulla pelle.

Vaffanculo. Voglio settembre, dove le cose sono meno insopportabili e ti senti esattamente come tutti gli altri, in bilico ma con le giuste motivazioni per esserlo.

Ho mandato a quel paese le mie vacanze, ho rimandato a tempi migliori decisioni importanti.

Faccio uno strano conto alla rovescia ogni giorno, ma non mi sento mai così vicina alla fine di agosto tanto da potermi rilassare e dirmi che è finita.

Perché non è finita per niente.

Voglio un contenitore nuovo, o un riparatore di ansie.

Qualcuno che mi faccia sorridere senza pensare troppo, qualcuno che mi sappia abbracciare senza farmelo pesare troppo, senza farmi sentire in dovere di ricambiare amore o cazzate del genere quando non senti niente. Perché se non senti niente, l’amore è davvero una grande scemenza della quale sarebbe meglio farne a meno.

Vorrei semplicemente sentirmi libera di urlare che così non ce la faccio, che ho l’ansia a mille e vorrei solo scoppiare a piangere in santa pace senza nessuno che mi alzi la voce dicendo che la cosa è un problema. Le mie lacrime intendo.

Eppure ne ho asciugate talmente tante nella mia vita che un po’ di tragedia da sfogare dovrei averla come premio karmico.

E non è così.

Per chi si porta un contenitore nell’animo non è facile.

Prima o poi affitterò uno di quei pozzi senza fondo che si mettono nel cuore.

No, non avrei abbastanza soldi per comprarne uno, ma ne sono felice.

Perchè se c'è una vittoria in tutto questo, è la strada di povertà che ho scelto di prendere.

Sarò matta, avrò sognato troppo, ma prima o poi io ce la farò e arrverò esattamente dove voglio arrivare. E guai a chi mi ferma.

Marylin con le idee chiare e tanta stanchezza.

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partorito dalla mente contorta di Marylin86 il sabato, 06 giugno 2009,giugno 06, 2009 16:27
Nella vita voglio creare cose belle.

Chirurgia Estetica

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il lunedì, 11 maggio 2009,maggio 11, 2009 18:30


Nessuna porca di ragione senza senso mi impedirà di partire questa volta.
Odio le poste e il tipo che ci lavora, che mi dice di parlare piano solo perchè non gli piace la mia maglia.
E poi mi chiede se ho più di sedici anni, perchè sono nella "corsia" preferenziale. Si insomma, quella boiata delle posteitaliane dove hai una carta magnetica che ti fa entrare in un luogo segretissimo che, nella teoria, non ti fa perdere tempo.
Poi però ci mettono a lavorare solo uno, quello che odia la mia maglia e mi chiede se ho l'età per avere sta carta magnetica.
Che poi, ci vuole un'età? E ancora, ma vi pare che devono scambiarmi per una sedicenne?
Io non ce la faccio più.
Mi sa che mi rifaccio le tette. E poi parto.

Iuessei Iuessei Iuessei!



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(preso)

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il domenica, 10 maggio 2009,maggio 10, 2009 18:27
Ho preso un po' di sole. Non mi sarà rimasto in faccia ma dentro si avverte.
Va beh, lo dicevo che avrei alzato il culo.
La legge metafisica che mantiene l'universo in equilibrio ha fatto il suo dovere. Ora è come se ci fosse un esercito dentro di me, mille uomini folli e abbronzati a schiantarsi contro tutto senza paura.
Sono solo le mie mani a tremare, ma dentro il cuore è solido.

E ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama
ama













amo.

culoalzatoepalleinfuori

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il venerdì, 08 maggio 2009,maggio 08, 2009 19:05

La mia amica psicopatica diceva sempre…

No, non posso dire cosa diceva la mia amica psicopatica. Altrimenti capirebbe che sto parlando di lei.

Va beh che non la sento da una vita, ma essendo psicopatica so con certezza che legge i cazzi miei.

Non perché non ha niente da fare, cioè probabilmente si. Va beh, ho manie di persecuzione anche io, nessuno è perfetto.

Persino Dio è a mio parere una personalità passivo-aggressiva.

Comunque, la mia amica psicopatica era convinta che le andasse tutto male e le dava profondamente ai nervi quando le cose degli altri andavano bene.

Quindi si incazzava ferocemente contro chi se la passava meglio di lei lanciando tipo  maledizioni attraverso una formuletta ben precisa, che noi chiameremo all’occorrenza “Karma”, e non solo perché è uno dei termini più in voga, ma perché il karma esiste.

L’importante è non nominarlo invano, o almeno sapere di che si tratta.

Ecco, lei mandava maledizioni al karma altrui.

Lo so, c’è tanta cattiveria nel mondo, ma nelle persone ancora di più.

Ora, ho fatto ricerche. C’è una cosa che si chiama vampirismo psicologico e un’altra cosa che si chiama vampirismo energetico.

Cioè a dire, ci sono persone che in qualche modo devono romperti i coglioni, anche non direttamente.

Alcuni dicono che basta solo che una persona di queste, che tra l’altro agiscono del tutto inconsapevolmente, concentri la sua attenzione su di te per un vago motivo (metti che sono innamorati di e/o che sono incazzati con te).

Ecco, loro ti succhiano energia.

In questo caso, anche se tu hai lavorato a lungo per far restare il tuo karma in posizione eretta, questo rimane negativo, disteso.

Non c’ha voglia di fare un cazzo, nemmeno di massaggiarsi i piedi tanto per dirne una, figuriamoci farti andare le cose nel verso giusto.

E tu ti chiedi “ma che male ho fatto” e dai la colpa agli altri/te stesso, a seconda del disturbo di personalità che hai insomma, e inizi a pensare che forse stai diventando come quella tua amica psicopatica innominabile.

Tutte cazzate. Semplicemente è un momento in cui devi dare per poi ricevere (almeno il doppio si spera).

Allora cosa ho fatto (nella pratica assolutamente nulla perché ho ancora il mio culo sulla poltrona da tre giorni), ho deciso che le cose che vanno  male possono continuare ad andare male, se queste non possono essere controllate da me.

Per quanto riguarda invece le cose che sì, vanno male, ma per via di questi maledetti atti di vampirismo psicologico/energetico, ho deciso di fregarmene altamente ed entrare in guerra.

La mia armatura sarà la mia faccia di cazzo. E anche se non sembra, il discorso ha un senso.

Mi sono riposata, ritirata a vita privata e chiusa in me stessa per ritrovare energie.

Ho meditato (e l’ho fatto davvero, cazzo) e ho trovato dentro di me una forza che non poteva venirmi da nessuna parte, in questo preciso momento della mia vita, se non da me stessa. Figo però, eh?

Insomma, tutto ciò è accaduto in tempi molto ristretti, diciamo pure nel giro di due settimane. Sono caduta perché mi hanno messo lo sgambetto e per un po’ ho pensato che quella immagine di me stesa sull’asfalto fosse quello che mi serviva in quel momento.

E così è stato. Finché non ho sentito il bisogno di agire in modo diverso.

Un bisogno quasi fisiologico, come pisciare.

Ovviamente tutto ciò deve pur avere un retroscena.

Diciamo che ho fatto pasticci, mischiato un po’ di cose, confuso un po’ di sentimenti e spappolato un po’ di cuori.

Ma tutto è avvenuto nella più totale pace dei sensi e apertura emotiva. Ero predisposta a lasciarmi andare, almeno una volta nella mia vita può accadermi, no?

Ecco, ora so per certo che non lo farò mai più. (momento soap opera)

Perché io ho due cuori, uno per me e uno per gli altri.

Sento troppo, sono ipersensibile fino a spaventare gli altri e me stessa.

Sfioro la veggenza e onestamente non mi va, perché una volta ho anche provato ad imparare a fare i tarocchi ma non mi ci vedo in quel ruolo.

Insomma, ho tipo dei superpoteri che maledico ( Marylin fumetto )

E poi sono una spugna, assorbo tutto e troppo ( ti voglio bene Spongebob)

Detto questo, credo che ora andrò a far danni alla sicurezza stradale altrui.

E come diceva la mia amica sboccata, culo alzato e palle in fuori.

E quella se ne frega altamente di leggere i fatti miei.

 

La vostra Marylin appena catapultata in film di Sergio Leone.

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Aveva ragione Allen a dire che la vita si ispira alla televisione

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il giovedì, 07 maggio 2009,maggio 07, 2009 03:30
Avevo scritto un post sul fatto che dovrei essere un fumetto e che invece la mia vita è diventata una soap opera, ma word si è inaspettatamente bloccato e ha cancellato tutta la mia fatica letteraria.
Vi svelo solo il finale:
Andrò in giro vestita da Spongebob.

partorito dalla mente contorta di Marylin86 il lunedì, 06 aprile 2009,aprile 06, 2009 22:29

Non ho voglia di parlare. Oggi fisso il vuoto. Non mi sono voluta fermare un attimo. Ho colto ogni pretesto per mettermi le scarpe comode e camminare. Ho fatto strade che non avrei mai pensato di fare a piedi, per come sono lontane da casa mia.

Oggi mescolo fiducia e terrore. Contamino ogni cosa che tocco, o che vedo.

È una giornata di merda, ma c’è un sole enorme.

Mi brucia la faccia. Cammino e penso alla paura, quella per le cose grandi, e quelle per le cose piccole.

Le tragedie mi sconvolgono, le cose senza controllo sono le peggiori.

È misurandomi con quello che non posso sapere che capisco i miei limiti.

È misurandomi con quello che nessuno può sapere, il limite oggettivo, che capisco di essere più libera di quello che credevo. Una cosa che viene da dentro, e non sono solo parole.

Ho capito che non posso controllarla, perché se ci provo lei controlla me.

Se provo a disciplinarmi, lei fonde tutte le catene in un enorme ammasso di ferro e me lo mette sul cuore, come un macigno, nella testa, nelle vene che sento a volte pesanti.

Poi penso che in fondo tutte quelle cazzate dell’adolescenza dove i poeti eccetera ti parlano di libertà, non sono in fondo tutte cazzate.

C’è una verità sconvolgente nel pensiero di un adolescente ribelle, e ci metto dentro anche quelli delle nuove generazioni che proprio non reggo; è voler essere quello che semplicemente si è, e cioè qualcosa che si può definire solo a volte, con sfumature, e che poi cambia.

Io la sento, è dentro di me, questa libertà. Non posso più allontanarla come se fosse una colpa.

È l’unica cosa che può rendermi felice, e inizio ad esserne fiera.

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